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AMPLIAMENTO IMPIANTO DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA A COMBUSTIONE DI RIFIUTI NON PERICOLOSI IN COMUNE DI CORTEOLONA


Come molti già sapranno a Corteolona esiste e funziona già da diversi anni un Centro Integrato di proprietà della Società ECODECO S.r.l. del Gruppo A2A in cui vengono recapitati i Rifiuti Solidi Urbani (R.S.U.) residuali dalla Raccolta Differenziata (R.D.) provenienti dal bacino Est della Provincia di Pavia.
Detto materiale subisce un pre-trattamento meccanico - biologico che comporta un parziale essiccamento e quindi un incremento del potere calorifico, divenendo un prodotto indicato in gergo con la sigla C.D.R. (Combustibile da Rifiuti) destinato alla combustione in apposito forno in grado di produrre Energia Elettrica.
Questa viene immessa nella rete elettrica nazionale ed, ovviamente, pagata al produttore (ECODECO) che riceve dallo Stato anche il contributo previsto dalla Normativa che premia la produzione di energia da fonti rinnovabili ed "assimilate" (CIP 6).
Le ceneri che rimangono come residuo dalla combustione vengono infine smaltite in apposita discarica presente all'interno del Centro.
Questo a grandi linee è quanto succede ai rifiuti (sacco nero) prodotti anche dal nostro Comune e per lo smaltimento dei quali noi cittadini paghiamo una tariffa che tiene conto di tutti i costi che intervengono nelle varie fasi con una riduzione derivante dal citato contributo per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Detto questo vogliamo premettere a scanso di equivoci che non siamo contro l'utilizzo dei termovalorizzatori che oggi sono ancora un'alternativa valida per ridurre l'uso di discariche e che a livello Nazionale sono ancora poco sviluppati (confronta dati dei paesi europei tra termovalorizzazione e uso discariche che puoi trovare nel numero del giornale dell'ingegnere allegato): altra cosa è verificare seriamente la necessità di ampliare l'impianto di Corteolona.

Alla fine del 2009 la Società ECODECO S.r.l. ha attivato le procedure per la richiesta di autorizzazione tra cui la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) alla Regione Lombardia per l'apertura di un nuovo impianto da realizzarsi nelle aree adiacenti alle strutture già presenti nel Centro Integrato di Corteolona e destinato a sostituire l'attuale impianto di combustione e produzione di energia elettrica (la documentazione depositata è visionabile sul sito SILVIA della Regione).
Senza scendere in dettagli tecnici i dati più salienti del nuovo impianto dichiarati dalla Società proponente e riferiti ad un funzionamento a regime pari ad 8.000 ore/anno, sono i seguenti:

  • Aumento della potenzialità di trattamento che a regime passerebbe dalle attuali 75.000 ton/anno di C.D.R. / bioessicato a 230.000 ton/anno di miscela di rifiuti combustibili non pericolosi (quindi non rifiuti "speciali");
  • Potenzialità di produzione di Energia Elettrica pari a circa 30 MWe lorda e 26 MWe al netto dei consumi propri dell'impianto e quindi "vendibili";
  • Produzione di fumi al carico termico continuo pari a 220.000 mc/ora (a pressione atmosferica);
  • Presenza di un complesso impianto di trattamento dei fumi a più fasi atto a ridurre le sostanze immesse in atmosfera recuperando sottoforma di polveri la maggior quantità possibile di particelle prodotte dalla combustione e rendendole inerti tramite additivi chimici ed acqua; il prodotto finale, una volta analizzato, potrà essere inviato a discarica nell'apposito sito autorizzato presente all'interno dell'impianto;
  • Recupero delle scorie derivanti dal processo di combustione sottoforma di materiale adatto per impieghi ingegneristici quali sottofondi stradali, cementiera ecc.;
  • Recupero dei rifiuti pari al 95% sottoforma di energia e di materiale riutilizzabile con uno scarto da destinare in discarica pari a solamente il 5%;
  • Incremento del traffico stradale pesante dovuto alla presenza dell'impianto pari al 23% circa nella fase di avviamento (con i due impianti ancora in funzione) e del 16% a regime (quando l'attuale impianto verrà messo in disuso);
  • Possibilità di creazione di nuove opportunità di lavoro per imprese e personale addetto all'impianto;
  • Possibilità di negoziazione di sconti sulle tariffe di smaltimento dei rifiuti per i Comuni limitrofi all'impianto;

Ciò detto si ritiene utile fare alcune considerazioni anche per spiegare ai concittadini in che termini l'Amministrazione sta affrontando la questione.

  • Non vogliamo far parte di quelli che vorrebbero le discariche e/o gli inceneritori (scusate, i "termovalorizzatori") solo a casa degli altri e, possibilmente, fuori portata per quanto riguarda odori e/o fumi;
  • Non vogliamo far parte neppure di quelli che vogliono vedersi recapitare i rifiuti di gran parte della nostra provincia, di grossi centri della Lombardia e, perché no, anche di qualche regione limitrofa in difficoltà;
  • La provincia di Pavia è già autosufficiente in quanto a smaltimento dei rifiuti e la quantità attualmente trattata negli impianti ivi presenti (Parona e Corteolona) supera già quella prodotta nella nostra provincia;
  • Non abbiamo grossi dubbi circa la qualità del progetto descritto ed anzi siamo convinti che le tecnologie proposte siano all'avanguardia e rappresentino quanto di più avanzato sia presente attualmente nel settore;
  • Nella documentazione ufficiale si parla sempre e solo di "termovalorizzatore" in quanto con la combustione si produce energia elettrica e quindi si "valorizza" un prodotto (i rifiuti appunto) altrimenti destinato alla discarica, con tutti i relativi problemi di spazi che si esauriscono, di esalazioni maleodoranti, di rischi di inquinamento delle falde ecc.;
  • Non bisogna però dimenticare che si tratta comunque di un processo di combustione che, per quanto ben progettato produce, oltre alle ceneri, anche fumi in cui si trovano sostanze che inevitabilmente sono destinate a ricadere al suolo (polveri, PM10, CO2, NOx, ecc.), come del resto tutti i sottoprodotti delle combustioni (motori, caldaie, ecc.) oramai entrati a far parte della nostra vita quotidiana ma che ci ritroviamo poi nell'aria che respiriamo e nei prodotti della terra di cui ci nutriamo;
  • Noi ci troviamo nel bel mezzo della Pianura Padana, a tutti nota per le sue nebbie invernali e l'afa estiva, fenomeni questi tipici della scarsa circolazione atmosferica e quindi rimescolamento dell'aria; ne consegue la tendenza all'accumulo negli strati più bassi dell'atmosfera oltre che dell'umidità, anche di tutte le altre sostanze presenti in atmosfera comprese quelle provenienti dalle varie fonti inquinanti;
  • Nelle mappe europee che raccolgono i dati relativi alle massime concentrazioni di inquinanti negli strati bassi dell'atmosfera, la Pianura Padana si trova, insieme ad altre due aree (una in Olanda ed una in Romania), ai primi posti delle classifiche (vedi cartine allegate);
    Speciale termovalorizzatore Corteolona livelli No2 Speciale termovalorizzatore Corteolona particelle sottili
    Satellite ENVISAT Livelli No2 (anno 2004) Particelle Sottili (anno 2006)
  • Le condizioni della rete viaria della parte di provincia in cui viviamo è sotto gli occhi di tutti: strade da tempo inadeguate al traffico soprattutto pesante degli ultimi anni e che spesso attraversano centri abitati, incroci pericolosi, rarissime e spesso ridicole rotonde, generale carenza di dispositivi di sicurezza (segnaletica verticale e soprattutto orizzontale, guard-rail, ecc.) soprattutto al confronto con province limitrofe, condizioni del manto stradale e della manutenzione al limite del grottesco;
  • Il nostro è un territorio nel quale si è assistito negli ultimi anni ad un fiorire di poli logistici dislocati in assenza di qualsiasi programmazione da parte di organi superiori quali quello provinciale e regionale, seguendo l'unica logica derivante dalla disponibilità e dal prezzo delle aree da destinarsi all'uopo, a volte non tenendo conto della presenza di infrastrutture quali ferrovie che, come succede a Chignolo, ben possono prestarsi ad una seppur parziale decongestione del traffico di merci su gomma;
  • Su una siffatta rete viaria risulta difficile dover accettare un ulteriore incremento di traffico pesante dovuto al trasporto di rifiuti, pur ammettendo un incremento a regime di solo il 16%, come indicato nello studio presentato dalla ECODECO;
  • Per quanto riguarda il discorso legato alle opportunità di lavoro e di eventuali sconti sulle tariffe di raccolta / smaltimento dei rifiuti, riteniamo ovviamente che non possano certo essere barattate in cambio della salute e della qualità della vita dei cittadini;
  • Con riguardo alle tariffe occorre sottolineare che effettivamente lo "sconto" derivante dal contributo per le energie da fonti rinnovabili non potrà più essere applicato a partire dal 2013, il che potrebbe verosimilmente comportare per i Comuni e quindi per i cittadini un rincaro delle tariffe di smaltimento dei rifiuti.

Su questi principi si trovano sostanzialmente allineati la maggioranza dei Comuni del Basso Pavese con i quali ci stiamo da mesi confrontando anche su questo argomento che interessa il nostro "territorio" visto come insieme di comunità in cui le scelte di ogni singola Amministrazione possono comportare ricadute non indifferenti e spesso anche negative sugli altri Comuni.

La prima decisione importante scaturita dai numerosi incontri è stata quella di cercare un supporto tecnico all'esame del progetto proposto da ECODECO da parte di figure competenti nei vari settori, che siano in grado di esprimere un giudizio sull'aspetto tecnologico, ambientale, legale ed amministrativo.
Questo supporto conoscitivo se da una parte è da ritenersi fondamentale per le garanzie relative alle varie problematiche sopra richiamate, prime fra tutte la salute pubblica e la qualità della vita, dall'altra permetterà alle  Amministrazioni di concentrare le proprie forze sull'aspetto puramente "politico" della questione, intendendo con ciò l'espressione di un giudizio generale possibilmente obiettivo e non legato a piccoli tornaconti immediati, ma consapevole che si sta trattando di scelte che rivestono grande importanza per il nostro territorio e ne condizioneranno inevitabilmente il prossimo futuro.
In questa ottica è stato approvata una convenzione tra i Comuni del distretto sanitario di Corteolona sulla base del quale sono stati incaricati tre professionisti rispettivamente esperti nei settori di processi industriali, di diritto ambientale, di diritto amministrativo, con competenze anche in Normativa Europea.
A maggiore garanzia dell'obbiettività dei professionisti incaricati si è deciso altresì di mettere il costo delle relative competenze a carico dei Comuni aderenti al protocollo d'intesa anziché (come sarebbe stato anche possibile) lasciare ad ECODECO detta incombenza.
La modalità di divisione dell'importo complessivo stabilito in sede di bando di gara tra i singoli Comuni è stata quella di ripartire il 50% in parti uguali e la rimanenza in proporzione al numero di abitanti.
Inoltre ai quattro professionisti incaricati si è aggiunto un ingegnere in pensione (già Sindaco del Comune di San Zenone Po) che per anni ha lavorato nel settore come dipendente di una grossa società pubblica e che  ha offerto spontaneamente di mettere a disposizione dei nostri Comuni la propria competenza professionale a titolo completamente gratuito (a lui va la nostra gratitudine).
Nonostante i Comuni si stiano muovendo i tempi dell'iter autorizzativo scorrono velocemente.
In data 01/04 u.s. (non era uno scherzo) c'è stata la prima seduta della Conferenza di Servizi tenutasi nella sede dell'attuale impianto di Corteolona alla presenza dei Comuni (N.B.: invitati e non membri di diritto), dell'Asl, dell'Amministrazione Provinciale e della Regione.
In data 08 u.s. si è tenuto nel nostro Comune un incontro cui erano invitati, oltre ai 25 Sindaci del Basso Pavese aderenti ai Piani di Zona, l'assessore Provinciale di competenza e rappresentanti del Parlamento, Regione e Provincia eletti nei nostri collegi.
Scopo dell'incontro era quello di sentire quale fosse la posizione delle forze politiche e dell'amministrazione Provincilae in merito all'argomento.
Con nostra grande sorpresa abbiamo preso atto che il federalismo è già molto più spinto di quanto potessimo immaginare. Gli interlocutori politici non hanno espresso una propria posizione in merito al progetto e, con sfumature più o meno marcate, hanno affermato che prenderanno atto e sosterranno la decisione che scaturirà dalle amministrazioni del  territorio interessato.
Prossimamente si terrà un incontro in cui i Comuni dovranno presentare le relazioni svolte dai consulenti.
Nel frattempo sulla stampa locale si legge la dichiarazione dell'Amministratore Delegato di ECODECO Arch. Testa, il quale in una intervista afferma che il nuovo impianto inquinerà meno di quello attuale (in termini relativi e non assoluti considerando l'aumento di materiale da bruciare) e che per i "i cittadini dei Comuni che si proporranno come interlocutori avranno le tariffe migliori".
Ci spiace sinceramente che la seria e convinta interlocuzione da parte delle amministrazioni comunali abbia portato Testa a questa caduta di stile: rivolgersi direttamente ai cittadini solleticandoli con promesse economiche non meglio precisate.
Di una cosa siamo certi, non siamo e non dobbiamo essere sotto ricatto: se disagi e impatti ambientali ci saranno l'azienda deve risponderne anche attraverso il ricorso a compensazioni che dovrebbero essere imposte dalla Provincia a tutela dei territori offesi e non dei Comuni che condividono la scelta imprenditoriale di A2A; cosa diversa per tutto ciò che riguarda le cosiddette sponsorizzazioni, l'azienda con le proprie risorse (pubbliche ci ricorda Testa!) fa quello che gli pare e qualche amministrazione locale ne ha già approfittato.
Nell'affermazione del direttore dei Centri Ecodeco sta la sostanza delle scelte che si troveranno a dover affrontare le nostre Amministrazioni nel corso dei prossimi mesi: da una parte la sacrosanta preoccupazione per la salute pubblica e per la qualità della vita (già non proprio invidiabile per la nostra zona) e quindi la tentazione di fare una opposizione motivata all'operazione, dall'altra il rischio per i Comuni che si dovessero in qualche modo opporre di non potersi sedere al tavolo delle trattative nel caso in cui (come già successo in occasione della realizzazione dell'impianto esistente) il nuovo impianto si dovesse comunque fare.
Tanto basta per capire l'importanza di arrivare a scelte condivise e possibilmente unitarie del Territorio.
Prossimamente pubblicheremo su questo sito una sintesi dei risultati delle consulenze prodotte dai professionisti incaricati, nonché qualsiasi informazione significativa in merito agli sviluppi della questione.

 

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